La favola del Povero Ricco

A proposito di un povero ricco è un racconto scritto da Adolf Loos, architetto vissuto alla fine dell’Ottocento  a Vienna, contenuto in una bella raccolta di saggi pubblicati in occasione della esposizione per il Giubileo del 1898, dal titolo Parole nel vuoto.

Vi si narra di un uomo molto ricco che desiderava una casa-opera d’arte.

Si rivolge ad un famoso architetto offrendogli un budget illimitato: porti l’arte fra le mie pareti domestiche, non bado a spese. Il risultato fu perfetto, l’architetto aveva pensato a tutto, e ogni più piccolo oggetto era stato studiato. L’architettura era così perfetta che nulla poteva essere spostato, modificato o aggiunto.

Il padrone di casa cadde ben presto in una profonda depressione perchè: da un lato   temeva di rompere gli equilibri di quell’opera d’arte spostando gli oggetti per usarli, dall’altro non poteva acquistare o farsi regalare alcunchè, per non disturbare il lavoro dell’architetto e degli artisti che avevano provveduto alla realizzazione della sua casa e che non perdevano occasione per fargli notare che qualunque tentativo di variante, aggiunta o spostamento avrebbe rotto la perfezione raggiunta.

Il pensiero di Adolf Loos ha permeato il mio modo di fare architettura.

A che serve raggiungere la perfezione estetica, se non la si condivide con il committente, se questi non ha spazi di libertà che gli consentano di lasciare un suo segno? La perfezione estetica riguarda spesso la cultura del progettista, ma può essere che il committente non sia ancora educato per sentirla.

Ecco allora che vivrà lo spazio come qualcosa di non suo e continuerà a descriverlo agli amici come opera del famoso architetto, tavolo di Le Corbusier, sedia di Philippe Starck o divano di Zaha Hadid… quasi non gli appartenessero, ne’ il luogo, ne’ gli oggetti. E quando anche la gratificazione di poter mostrare oggetti che rappresentano uno status symbol o quando la moda cambierà, non gli rimarrà nulla.

Spazi troppo progettati si prestano poco a integrazioni, vanno semplicemente e totalmente rifatti, per la gioia di qualche altro archistar.

Sul cartoncino di presentazione del mio studio, che avevo chiamato Laboratorio di Architettura, campeggiava questa citazione di Adolf Loos:

Alcune persone si rivolgono a me perché non se ne intendono, altre perché non sanno dove trovare le cose, altre ancora perché non hanno il tempo di occuparsene.

Ma ognuna di queste vive nella sua casa, che esprime la sua individualità. Tuttavia lievemente modificata dai miei consigli.

Adolf Loos

Ed è quello che ho sempre cercato di fare.

Immagine: Looshaus di Thomas Ledl su Wikipedia