Rood Blauwe o Red and Blue è il nome di una famosissima sedia rossa e blu disegnata da Gerrit Thomas Rietveld nel lontano 1918, il primo oggetto della storia del design che ho dovuto ridisegnare alla prima esercitazione nella facoltà di architettura, quando ancora si lavorava con riga a T e squadrette. E me ne sono innamorata.
La Rood Blauwe è stata spesso oggetto delle esercitazioni da me proposte agli studenti della scuola di design nella quale ho insegnato, facendoli arrivare fino alla realizzazione del modello in scala 1:1. E quante soddisfazioni dava agli studenti la ricostruzione di questo oggetto, di grande forza espressiva, con quelle forme geometriche e i colori primari, come un giocattolo!
Red and Blue è stato anche il titolo di una mostra che ho allestito in una galleria d’arte nel centro di Milano, raccogliendo accanto al simbolo della storica seggiolina l’opera di artisti che amano esprimersi con questi due colori primari: il rosso e il blu.
Red and Blue è per me una filosofia: il gusto delle cose semplici e ridotte all’essenziale come la forma di questa sedia, il coraggio di creare forme nuove contro le mode e lo stile allora imperante, l’amore per l’accostamento di colori forti e puri: il rosso il giallo e il blu, tipici dell’infanzia, l’idea di semplificare gli oggetti e renderli facilmente smontabili e ridotti ad elementi semplici: non ci sarebbe stata l’IKEA senza la sedia di Rietveld.
Lo stesso fascino che ho provato di fronte alla casa Rietveld Schröder, opera dello stesso architetto. Anche qui un oggetto capace di rompere la monotonia degli edifici adiacenti, basse villette a schiera in mattoni tipicamente olandesi, dai quali si stacca completamente questa geometrica architettura: ci vuole coraggio per osare così tanto!
Immagine: “Red Blue chair” designed by Gerrit Rietveld di Rainer Zenz su Wikipedia