L’ecologia dell’abitare

Nel 1984 ho partecipato alla fondazione dell’istituto Uomo e Ambiente promosso, insieme ad altri professionisti, dall’architetto Maurizio Spada, che attualmente ne è direttore, con lo scopo di formare e diffondere una nuova coscienza ecologica della casa e della città. In questo gruppo di lavoro ho avuto modo di sviluppare il concetto di bioarchitettura come architettura rivolta al rispetto della vita, indagando sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive.

Nella tradizione occidentale uomo e natura sono intesi in senso dialettico, di scontro; ora questa concezione è inadeguata, non più adatta alla situazione… Il pensiero ecologico dovrebbe tendere gradualmente a sostituire il senso di appartenenza al senso di proprietà nei confronti della natura e dell’ambiente 

da qui il concetto di architettura come

delicata alchimia, sapiente dosaggio di interventi sull’ambiente preesistente  finalizzati a non creare scompensi, ad integrarsi, oppure a vivacizzare, qualificare e servire l’ambiente 

e il nuovo ruolo dell’architetto come

Figura professionale  delegata alla trasformazione del mondo fisico  che faccia riemergere l’importanza, fondamentale per l’uomo, di una corretta costruzione del suo ambiente. Una figura di coordinatore o di esperto nei problemi dell’edificare e dell’ambiente.

Più in generale trasformatori dell’ambiente lo siamo tutti, lo è anche chi si autocostruisce la propria villetta o chi apporta modifiche all’arredo della propria casa… insomma anche semplicemente chi abita e, se esiste una caratteristica comune a tutti gli uomini  è proprio quella di abitare.

Si potrebbe dire che abitare è la proprietà essenziale dell’esistere, ma dire abitare significa anche trasformare ed essere trasformati.

L’essere al mondo, a parere di alcuni teorici, consiste proprio in un processo di interazione con l’ambiente che quindi si traduce nella sua trasformazione e nella propria trasformazione: allora possiamo dire, in termini più attuali e drammatici che chi distrugge viene distrutto e chi inquina, viene inquinato.

Da qui la necessità per l’architetto di verificare che la sua creatività non risulti alla fine distruttiva, allora si deve appoggiare agli specialisti delle scienze umane  e delle scienze naturali perché  gli diano tutte le garanzie che quanto egli progetta sia accettabile all’ecosistema naturale e all’ambiente storico.

Più in generale per tutti  coloro che abitano nasce la necessità di acquisire una maggior
consapevolezza sulle ripercussioni sull’ambiente e su di sè di ogni trasformazione agita.

Le citazioni sono tratte da L’Uomo L’Ambiente La Casa di Maurizio Spada

Immagine: Villa Rotonda – Villa Almerico-Capra, MCAD Library on Flickr